Mauro Montacchiesi

Giorgio Linguaglossa

INCONTRARE GIORGIO LINGUAGLOSSA

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NOMEN OMEN

Locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa "il nome è un presagio", "un nome un destino", "il destino nel nome", "di nome e di fatto". Deriva dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino. (Wikipedia)

 

 

GIORGIO

 

G

Alchemicamente parlando, la consonante G è allegoria di “Sale Celeste”, cioè di “Saggezza”.

I

Nell’alfabeto runico la vocale “I-J” è correlata alla runa“Jera” la runa che preconizza l’explicit di una fase e l’incipit di una nuova.

O

La vocale O, sempre nell’alfabeto runico, è associata alla runa “Ansuz”= “bocca-verbo”, a sua volta associata all’eccelsa parola del Dio Odino.

R

Nello stesso alfabeto , la lettera “R” è associata alla runa “Raido”, icona di “viaggio”.

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Archetipicamente, il viaggio è una vis inconscia, sovente scussa di logica, che veicola l’uomo verso inusitati destini, inusitate possibilità, verso l’esplorazione di un senso della vita, verso la rivelazione dell’ignoto con cui cimentarsi, verso un quid che, spesso, neanche si sa cosa davvero sia. L’archetipo del viaggio è fondamento di qualsiasi dinamica umana, di qualsiasi slancio verso l’esterno, verso il divenire, verso l’incerto. Il viaggio è indagine dentro di sé e fuori di sé. Ed il “viaggio” (R) è centrale nell’antroponimo GIORGIO e nella vita reale di Giorgio, che egregiamente compendia. Un viaggio all’insegna della saggezza, dell’explicit-incipit (morte-rinascita esistenziale), dell’eccelsa parola del Dio Odino (dialettica del protagonista). La lettera R è un diaframma tra passato (GIO) e futuro (GIO). Un viaggio cronologicamente centrale nel più ampio, intero viaggio della vita. Un viaggio centrale, verosimilmente non esente da conflittualità, inderogabile per prendere coscienza del passato, per esaltare positivamente i concetti di “saggezza”, “morte-rinascita”, “eccelsa parola”, deflegmati dalle scorie dell’inesperienza giovanile. E’ singolare rilevare che, sia nell’antroponimo GIORGIO sia nel gentilizio LINGUAGLOSSA, siano presenti due iterazioni. In GIORGIO, come già enunciato, è presente l’iterazione GIO-GIO. In LINGUAGLOSSA è parimenti presente una iterazione, poiché GLOSSA è parola greca γλσσα, che significa, appunto, “lingua”. NOMEN OMEN? Verosimilmente da interpretare come la “lingua”, la “γλσσα”, sia topica, determinante per il raggiungimento della saggezza, per il processo di morte-rinascita, per l’eccelsa parola del Dio Odino (dialettica del protagonista).

***

Giorgio è dinamico, fantasioso, vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Non ama gli stereotipi, ma l’avventura, le emozioni che trascendono l’ordinario. Aperto al dialogo, è basilarmente un buono ed aborrisce la violenza ed i violenti. La sua mente alia attraverso spazi sconfinati, perché questo ama fare nella vita reale. Energico e combattivo, talora impulsivo, è a favore della libertà di pensiero. Paul Gauguin fu artisticamente ed umanamente influenzato dal Maestro Pissarro, dal quale mutuò quell'anarchismo libertario che lo avrebbe indotto a non prostrarsi pedissequamente ai protocolli dei salon e, segnatamente, ad una pittura artigianale. Con quello stesso spirito, pacificamente, Giorgio non si lascia asservire dai cliché vigenti, dalla cultura codificata o massificata, per il mero intento di compiacere (LO SI EVINCE DIALOGANDO CON LUI. IERI SERA, SABATO 16 NOVEMBRE 2019, PRESSO IL POLMONE PULSANTE https://www.polmonepulsante.it/ - RECITAL DI DIEGO DE NADAI – POESIE DI JORGE LUIS BORGES). E’ affabile, cordiale, mai indifferente alle problematiche altrui. Tutto ciò gli procura simpatia, riguardo, stima. Nella prima fase giovanile, verosimilmente, Giorgio è stato più incline a soddisfare le aspettative altrui, piuttosto che ad affermare la propria personalità, pur di farsi amare. È vissuto sostanzialmente in funzione degli altri, a scapito di sé stesso. In quel periodo ha acquisito una grande esperienza della vita sociale, ma è rimasto a lungo indeciso e questo ha rallentato un po’ la sua affermazione personale, individuale, ma ha rapidamente ripreso l’abbrivio. La sua natura “artistica” lo ha indotto a sconvolgenti tourbillon emozionali, ma nel tempo è giunto ad un’equilibrata gestione della propria, a volte lacerante, sensibilità. Crescendo, maturando, ha compreso, ha deciso di esistere come individuo, di affermarsi, di vivere la propria libertà, a combattere da solo, con ardore, discostandosi psicologicamente, emotivamente, mentalmente dalle illusorie sicurezze del microcosmo di origine, involandosi nel macrocosmo, distinguendosi come personalità forte ed originale. Giorgio ha un vivacissimo, gradevolissimo sense of humour! Ha sempre il sorriso, è sempre garbato, il tono della voce pacato. Ironico e sarcastico al momento giusto ed in giusta misura. Dialogare con lui è intrigante, stimolante.

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“Accidere ex una scintilla incendia passim”

“Divampano da una sola scintilla incendi diffusi”

(Lucrezio, De rerum natura, libro 5, verso 609)

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Cosa vuol dire, cosa c’entra? Semplice, che da una semplice parola iniziale si può spalancare uno straordinario, eterogeneo, totalizzante universo dialettico!

(FONTI DI RIFERIMENTO: wikipedia e treccani.it)

 

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Published on e-Stories.org on 11/17/2019.

 

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